Il nuovo stile di vita del pendolare.

Vorreste provare un nuovo tipo di pendolarismo? Fate conoscenza con tre persone che hanno già scelto un proprio modello di pendolarismo.

Camille Schwarzentruber.

«Poter decidere quando andare in ufficio significa non dovermi trovare con la bici nel caos del traffico. Così mi sento più sicura. E poi sono più rilassata, e questo contribuisce ai miei risultati e alla mia motivazione.

Il mio datore di lavoro apprezza e promuove l’orario di lavoro basato sulla fiducia. Nonostante questo devo spesso sentirmi dire ‘Ah, già, oggi vai a casa presto!’ quando esco dall’ufficio alle 16. Ma queste cose le posso gestire, il mio benessere viene prima.»

Camille Schwarzentruber, collaboratrice di AdNovum.

Peter Thurnherr.

«Essendo un dirigente rappresento un modello per sviluppare tutto il potenziale del lavoro flessibile – a livello individuale, aziendale e sociale. Ci vuole la volontà di sperimentare, discutere e migliorare. È così che si individua e si organizza il modello giusto. Questo promuove la fiducia, crea nuovi spazi e favorisce il piacere e la motivazione per il proprio lavoro. Nel nostro team sono tutti convinti delle modalità con cui mettiamo in pratica la flessibilità e la mobilità professionale. Per le riunioni con i clienti proponiamo sempre orari che consentono di spostarci al di fuori delle ore di punta. Questo ovviamente non sempre è possibile, ma viene comunque apprezzato.

Se i membri del team sono in ufficio, ricercano il contatto e lo scambio personali. Le pause per il pranzo o il caffè sono sempre apprezzate come occasioni di scambio e sono molto importanti. Da noi nessuno mangia da solo. La soddisfazione è tangibile e il turnover di conseguenza è basso. I clienti lo notano e fa piacere ricevere commenti del tipo ‘Il vostro gruppo è sempre disponibile e di buon umore!’».

Peter Thurnherr, responsabile FFS Clienti aziendali Est.

Julia Schultheiss.

 «Ho le lezioni a orari molto diversi. A volte succede che per essere all’università alle 8 debba spostarmi nell’ora di punta. Ma noi studenti abbiamo molta libertà nel decidere come e quando spostarci. È una cosa che apprezzo molto. Studio nei posti e negli orari che preferisco: a volte in biblioteca, a volte a casa o in treno, a volte il pomeriggio, a volte la sera. Spero di poter lavorare in modo così flessibile anche dopo l’università perché così do il meglio di me e concilio bene studio e vita privata.»

Julia Schultheiss, studentessa di economia aziendale all’Università di Berna.

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