I sindacati erano informati delle misure.

Dall'autunno 2007 le FFS hanno informato più volte la comunità di trattativa dei partner sociali sulla situazione di FFS Cargo. I partner sociali erano stati preventivamente informati anche sui risultati dell'analisi della Taskforce FFS Cargo e sulle misure previste per i dipendenti. Le FFS hanno pienamente rispettato i loro doveri contrattuali d'obbligo d'informazione nei confronti dei partner sociali.

Nell'attuale conflitto sul necessario risanamento e riposizionamento di FFS Cargo, i rappresentanti dei sindacati sostengono che le FFS non hanno rispettato i propri doveri contrattuali di informazione violando così Contratto collettivo di lavoro. Questa affermazione è falsa e ciò è dimostrabile. Essa viene sostenuta dagli esponenti sindacali in malafede: alcuni di loro erano seduti insieme quando l'informazione è stata loro fornita. Le FFS hanno rispettato il proprio dovere d'informazione in anticipo e lo hanno fatto più volte.

A partire dall'autunno del 2007 le FFS hanno informato ripetutamente la Comunità alle trattative dei quattro partner del Contratto collettivo di lavoro (CCL) – «Sindacato del personale dei trasporti SEV», «Sindacato cristiano dei servizi pubblici e del terziario della Svizzera Transfair», «Sindacato svizzero dei macchinisti e aspiranti VSLF» e «Associazione dei quadri dei trasporti pubblici ACTP» – riguardo alla situazione di FFS Cargo.

  • Il 13 novembre 2007 i vertici delle associazioni sono stati ampiamente informati nel corso di un'informazione al vertice riguardo ai primi risultati delle analisi della Taskforce FFS Cargo e sulle misure urgenti nel frattempo adottate.
  • Nell'ambito delle tre trattative sui salari 2008, le FFS hanno informato riguardo ai cattivi risultati di FFS Cargo.
  • Anche durante una seduta del Gruppo di coordinamento del CCL il 31 gennaio 2008 FFS è stato un tema di discussione.
  • Il 21 dicembre 2007 il vertice del SEV è stato inoltre informato personalmente dal CEO delle FFS, Andreas Meyer, sulla base dei dati esistenti elaborati dalla Taskforce FFS Cargo e in particolare sulla situazione a Bellinzona.

Alla vigilia della conferenza stampa di presentazione delle decisioni del Consiglio di Amministrazione delle FFS sul risanamento e riposizionamento di FFS Cargo del 7 marzo 2008, vi è stata un'ulteriore informazione completa dei partner sociali.

  • Lunedì 3 marzo 2008, le FFS avevano già informato l'intera direzione del SEV durante un incontro ad hoc sui risultati dell'analisi e le misure previste. Anche in questo caso erano state tematizzate le ripercussioni previste per il personale.
  • Mercoledì 5 marzo 2008 si sono svolti dei colloqui ad hoc con la direttiva del VSLF e con la dirigenza del settore dei trasporti pubblici di Transfair.
  • Giovedì 6 marzo 2008 le FFS hanno pure informato la direzione dell'ACPT sui risultati delle analisi, sulle misure e le ripercussioni sul personale.

Il Consiglio di Amministrazione delle FFS ha adottato la propria decisione riguardo a FFS Cargo la sera di giovedì 6 marzo 2008.

  • Venerdì 7 marzo 2008, le FFS hanno informato alle ore 6.30 i vertici delle associazioni del personale durante un incontro presso la sede della direzione di FFS.
  • A partire dalle ore 7.00 si sono svolte le informazioni e sono state organizzate le discussioni con le dipendenti ed i dipendenti nei siti di produzione interessati dalle misure.


Costi dello sciopero a Bellinzona: oltre 250 000 franchi al giorno.

Lo sciopero illegale presso lo Stabilimento industriale di Belliinzona causa alle FFS costi di oltre 250 000 franchi al giorno in costi fissi non coperti. A questi vanno aggiunti i costi dello sciopero causati dalle necessarie misure sostitutive e per i cambiamenti di programmi oltre ai relativi costi indiretti. Con il perdurare dello sciopero questi costi aumenteranno considerata la necessità di acquisire prestazioni sul mercato.

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