Le FFS sottopongono al Tribunale federale la questione delle affissioni.

Il Tribunale amministrativo federale ha accolto un ricorso che obbliga le FFS ad esporre un manifesto. Inizialmente, l'azienda aveva rifiutato l'affissione di un cartellone con contenuti politici basandosi su un regolamento interno. Per le FFS la sentenza del Tribunale amministrativo federale è un’ingerenza alla responsabilità dell'azienda di tutelare i propri clienti da contenuti pubblicitari scabrosi o offensivi. Per tale ragione intendono sottoporre la questione al Tribunale federale.

Il 28 ottobre 2009, fondando la propria decisione su disposizioni interne, le FFS avevano vietato l'affissione alla stazione centrale di Zurigo di un manifesto che faceva riferimento alla situazione politica in Palestina. La decisione era stata impugnata con un ricorso il 30 novembre dello stesso anno. Il 29 marzo 2011 il Tribunale amministrativo federale ha accolto il ricorso e obbligato così le FFS ad autorizzare l'esposizione del cartellone.

Il Tribunale amministrativo federale motiva la sua sentenza col fatto che le stazioni e le pareti al loro interno rientrano nello spazio pubblico e che le FFS devono osservare i diritti fondamentali. Un divieto generalizzato di affissione di manifesti con temi di politica estera, come quello previsto nel regolamento interno delle FFS, viene valutato come anticostituzionale. Nel caso concreto, il divieto emanato dall'azienda è sproporzionato e viola la libertà d'opinione. L'affisso non minacciava la sicurezza o l'ordine nella stazione né impediva la circolazione dei passanti o l'esercizio ferroviario.

I clienti vedono criticamente la propaganda politica.

Le FFS intendono proteggere i loro clienti da una pubblicità senza limiti. Sondaggi e reazioni della clientela hanno evidenziato come pur essendo in gran parte favorevoli alla pubblicità nelle stazioni, i clienti giudichino criticamente le affissioni a carattere politico. Per questo non vogliono essere messe in relazione con messaggi di natura politica che possano ledere i sentimenti della loro clientela.

Esse considerano questa decisione una forte limitazione della loro responsabilità come azienda e devono avere la facoltà di vietare la pubblicità di cattivo gusto, moralmente riprovevole o con messaggi scabrosi su temi di politica estera. Tale prassi deve potersi compiere attraverso norme praticabili e attuabili, senza dover analizzare sul piano giuridico, per ogni singolo caso, il possibile potenziale di pericolo per l'esercizio ferroviario.

Il caso in parola mostra quanto sia molto difficile ponderare i diversi e fra loro inconciliabili interessi all'interno di una stazione. Le FFS sono dell'avviso che le norme del citato regolamento interno siano adeguate. Hanno perciò deciso di sottoporre la sentenza del Tribunale amministrativo federale all'esame della nostra massima Corte.

Questo anche per creare la necessaria certezza del diritto, in vista di eventuali casi futuri. Le FFS vogliono altresì rivedere le loro disposizioni interne, indipendentemente dall'esito del procedimento, definendole sulla scorta del caso attuale.

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